SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
REGIONE PIEMONTE
AZIENDA OSPEDALIERA SAN GIOVANNI BATTISTA DI TORINO
SERVIZIO UNIVERSITARIO DI AUDIOLOGIA e FONIATRIA
via Genova, 3 - 10126 Torino
Direttore: prof. O. Schindler
Ambulatorio 3° piano tel. 011/633.66.04
Segreteria 011/696.21.39
L'impianto cocleare nel bambino
Dopo oltre 20 anni di sperimentazione clinica e di esperienza positiva di impianti cocleari degli adulti, da oltre un decennio, dopo rigorosi studi clinici, è stato possibile mettere a punto la procedura per cui i bambini sordi alla nascita o prima dell'apprendimento del linguaggio (sordi prelinguali) possono, mediante l'impianto cocleare, essere notevolmente facilitati nell'educazione all'ascolto e nell'acquisizione del linguaggio. A tutt'oggi sono stati impiantati con successo molte migliaia di bambini in tutto il mondo.
L'impianto cocleare è un particolare sistema protesico che, in parte, viene applicato mediante un intervento chirurgico in una sede apposita dell'osso temporale, dove si trovano le strutture sensoriali dell'organo dell'udito.
Esso costituisce un aiuto essenziale nel permettere al bambino sordo di captare ed interpretare le informazioni sonore che provengono dal mondo esterno e per permettergli di imparare a parlare.
L'indicazione ad applicare un impianto cocleare non esiste per tutti i bambini sordi, ma per meno della metà di loro.
Quando l'impianto è applicato, ha bisogno di una regolazione personalizzata periodica (mappaggio ed altre procedure).
L'udito serve a raccogliere:
- suoni e rumori del mondo (in particolare segni di pericolo come il rumore di una macchina che arriva o di un rubinetto che perde);
- suoni e rumori emessi da animali e uomini (abbaiare, chiamare magari con un fischio, gridare aiuto;
- suoni e rumori del parlato;
- altri (p. es. la musica).
L'educazione del sordo è molto complessa e significa:
- educare il sordo come qualsiasi altro bambino in quanto la stragrande maggioranza degli organi e delle abilità sono normali e non vanno trascurate per concentrarsi solo sull'udito;
- provvedere nei modi più diversi a far arrivare l'informazione che per i normoudenti passa per l'udito;
questo è possibile:- servendosi di modalità alternative (la mimica, la lingua dei segni dei sordi, la labiolettura),
- trasformando i suoni in un altro tipo di segnali (p. es. vibratori o luminosi),
- servendosi dell'udito residuo.
Ricordiamo che la percezione uditiva è un processo che si svolge dopo che l'orecchio (o l'impianto cocleare) ha trasformato i suoni ed i rumori esterni in una serie di stimoli nervosi e che elabora l'informazione uditiva eliminando il superfluo e mettendo in evidenza significativa ciò che può interessare, in modo che la corteccia cerebrale lo possa riconoscere ed usare.
I bambini che nascono con una sordità grave o gravissima (o che diventano sordi entro i 18 mesi di vita) non solo non riescono a ricevere le informazioni uditive esterne, ma, se non vengono presi provvedimenti adeguati, si possono avere anche altri aspetti negativi.
Fra questi sicuramente:
- non imparare a parlare spontaneamente,
- non avere un buono sviluppo di alcune abilità intellettuali,
- avere meno nozioni dei normoudenti,
- avere difficoltà scolastiche.
Per ovviare il più possibile agli inconvenienti sopraelencati bisogna provvedere il più presto possibile ad aumentare l'udito residuo.
I bambini che hanno alla nascita una grave o gravissima sordità bilaterale o che la sviluppano entro i 18 mesi di vita sono denominati sordi prelinguali in quanto sono o diventano sordi prima di aver imparato a parlare, differenziandosi così dai sordi postlinguali che diventano sordi dopo aver imparato a parlare. I sordi prelinguali (con una perdita uditiva bilaterale superiore ai 65 dB nelle frequenze centrali - da 500 Hz a 2000 Hz-) non imparano spontaneamente a parlare; di conseguenza per raggiungere una abilità verbale o una competenza linguistica (cioè comprendere e produrre messaggi parlati - o comunque formulati in forma linguistica, come p.es. mediante la scrittura alfabetica o lingue gestuali) hanno bisogno di una educazione speciale, (erroneamente anche chiamate rieducazione o riabilitazione), soprattutto di tipo logopedico, difficile e di lunga durata, comunque di parecchi anni.
L'educazione all'ascolto e rispettivamente alla conquista delle competenza nel parlare è aiutata dalla applicazione di protesi acustiche che di norma vengono applicate a tutti i bambini sordi prelinguali precocemente (di solito entro il secondo anno di vita). La protesi acustica da sola in nessun caso è in grado di permettere l'apprendimento spontaneo del linguaggio.
In un numero limitato di casi (non superiore al 50%) l'applicazione chirurgica di un impianto cocleare consente un aiuto molto più consistente della protesi acustica nell'educare il bambino sordo prelinguale a conquistare il linguaggio parlato, che in ogni caso non verrà mai acquisito spontaneamente senza un'educazione specifica.
Le condizioni per un buon successo dell'applicazione chirurgica di un impianto cocleare dipendono da:
- un'adeguata selezione dei casi, escludendo in particolare le più importanti malformazioni dell'apparato uditivo, le insufficienze mentali consistenti ritardi nello sviluppo differenti funzioni, una non accettazione, soprattutto emotiva, da parte della famiglia;
- un intervento chirurgico precoce, di norma fra i 3 ed i 5 anni, escludendo comunque interventi di impianto cocleare su sordi prelinguali di età superiore agli 8 anni ed in ogni caso nell'adolescenza e nell'età adulta;
- un'educazione specifica, eseguita da persone professionalmente competenti - i logopedisti -, addestrate con programmi appositi che danno un peso prevalente alla educazione della percezione uditiva con frequenza regolare e durata sufficiente.
L'impianto cocleare non risolve automaticamente tutti i problemi del bambino sordo; non è né un trapianto di orecchio, né un orecchio artificiale, ma è definibile come una "endoprotesi ad alto contenuto tecnologico".
Il bambino sordo con impianto cocleare deve comunque essere sottoposto ad un lungo ed impegnativo periodo di riabilitazione o rieducazione logopedica.
Indicazioni e controindicazioni all'impianto cocleare
In linea di massima è indicata l'applicazione di un impianto cocleare in sordi prelinguali che:
- abbiano una sordità bilaterale gravissima (cioè con perdita superiore mediamente ad 85 dB sulle frequenze 500, 1000 e 2000) o anche grave ( cioè con perdita uditiva compresa fra i 65 e gli 85 dB),
- con età anagrafica in genere non inferiore ai 3 anni (anche se attualmente si tende ad abbassare tale limite) e non superiore ai 5-6 anni (salvo eccezionalmente diversa valutazione clinica argomentata e documentata),
- che non abbiano avuto tangibili miglioramenti delle abilità uditive dopo almeno un anno di educazione logopedica a regola d'arte portando protesi uditive convenzionali corrette.
Tra le controindicazioni assolute ricordiamo:
- un età anagrafica superiore agli 8-10 anni,
- malformazioni dell'apparato uditivo con particolare riguardo alla coclea,
- malattie otoiatriche croniche di consistente gravità,
- la presenza di disturbi associati ed in particolare di oligofrenie o insufficienze intellettive,
- la non accettazione adeguata da parte della famiglia,
- altre condizioni comprovate (p.es. la non stimolabilità del nervo acustico).
Sono inoltre da tenere in particolare considerazione:
- le condizioni socio-economiche della famiglia,
- la possibilità di una educazione logopedica adeguata,
- l'impegno della famiglia o di chi per essa, in termini di aspettativa e di motivazione,
- qualsivoglia altro elemento che possa perturbare i giovamenti di un impianto cocleare.
Conclusioni
Fermo restando il fatto che comunque un sordo pre-linguale grave o gravissimo sarà sempre un soggetto svantaggiato e non potrà mai essere riportato alla condizione di normoudente con le conseguenti abilità, l'applicazione di un impianto cocleare, ove ne esistano le indicazioni, lungi da determinare miracoli, rappresenta un vantaggio molto notevole nell'educazione, consentendo di raggiungere risultati migliori nella percezione uditiva, nella pronuncia e nella conversazione in tempi più rapidi (si potrebbe sostenere che, come l'introduzione delle protesi convenzionali ha migliorato i risultati dell'educazione dei sordi non protesizzati, così l'introduzione dell'impianto cocleare permette ulteriori netti e dimostrati miglioramenti).
Le sezioni di Audiologia e Foniatria dell'Università di Torino (via Genova 3, tel. 011/633 6646 e 011/633 6604), che sono a disposizione per ulteriori informazioni e per ogni forma di assistenza ai bambini sordi ed alle loro famiglie, offrono inoltre i seguenti servizi:
- valutazione audiometrica,
- valutazione foniatrica e logopedica,
- assistenza per la protesizzazione acustica,
- selezione dei candidati all'impianto cocleare,
- applicazione chirurgica dell'impianto cocleare,
- regolazione (mappaggio) dell'impianto cocleare,
- assistenza per la riabilitazione logopedica,
- segnalazione di provvedimenti legislativi ed amministrativi in favore dei bambini sordi e delle loro famiglie.
